Questione di pelo

articolo scritto da
 Jean Du Mont 
giudice di razze belghe

sulla rivista Bouvier des Flandres del maggio 1999.

 
 

Da più di 40 anni conosco il bovaro e le polemiche legate al pelo soggetto di questo articolo.

Lo standard della razza parla di un pelo “crissante” (cricchiante) espressione difficilmente traducibile (ma in italiano cricchiante rende molto bene l’idea n.d.t.) ma molto chiara.

Lo standard in questo caso si riferisce alla tessitura del pelo, verificabile al tatto; in più per quanto riguarda il suo aspetto si dice che non può essere né crespo né a boccoli o ondulato: deve avere un aspetto piuttosto “irsuto”.Ci vuole anche un sottopelo sottile, ricco senza essere troppo invadente. E’ ciò che gli specialisti della razza chiamano la “borra”. Il pelo, come i capelli umani, cresce circa 1 cm al mese e può raggiungere nel Bovaro delle Fiandre una lunghezza di una decina di cm. Il sottopelo, al contrario, non si allunga più di tre – quattro cm, ma il suo volume e il suo spessore aumentano. Tutto ciò rende necessario accorciare il pelo e strigliare la borra. Alcuni chiamano questa operazione intrattenimento, altri toelettatura.

Dato che bisogna accorciare il pelo è evidente che non lo si fa della stessa lunghezza su tutto il corpo, gli arti e la testa: Bisogna quindi fare una “messa in forma”. Lunghezza del pelo richiesta sul corpo: da 5 a6 cm. Molti ritengono che è un grosso lavoro e che richiede abilità, destrezza ed esperienza. Esatto, a meno che non si affidi questo compito a degli specialisti .. e questo si paga. In più questa operazione richiede tempo: tre ore per farlo correttamente con un cane non difficile e dal pelo non trascurato. E questo va fatto ogni tre mesi circa. Tutto questo fa si che molti dicano: “ io preferisco un cane che basta spazzolare una volta ogni tanto!”

Con un Bovaro delle Fiandre col pelo correttamente intrattenuto non troverete pelo per terra, né sulla moquette, né sui tappeti né sui divani o altrove. Senza parlare dei vostri vestiti e della vostra auto. Al contrario con le razze cosiddette facili da intrattenere questo non succede: Pelo ovunque e se il cane vive in casa e non subisce l’influenza delle stagioni, durante tutto l’anno. Ho conosciuto i proprietari di un piccolo Fox terrier a pelo raso morto da più di 4 anni. Malgrado i ripetuti passaggi con l’aspiratore se ci si sedeva sulle poltrone di queste brave persone ci si ritrovava con una buona quantità di piccoli peli bianchi incrostati come degli spilli nei vestiti. Nella vita bisogna saper scegliere, pesare il pro e il contro e fare le proprie scelte, senza che il cuore domini sulla ragione.

Ecco dunque spiegata la situazione, ma com’è attualmente, almeno dal punto di vista del pelo, nel Bovaro delle Fiandre? Bisogna dire che è ben lontano dall’essere omogenea. E da ciò nascono tutte le polemiche in proposito. Da cosa deriva ciò? Ci sono molteplici ragioni, storiche, regionali e altre.

Anzitutto bisogna dire che all’origine c’erano parecchie varietà differenti di Bovaro delle Fiandre. Ciò significa che all’inizio del secolo si annoveravano: il Bovaro di Roulers (Roeselaarse pikhaar in fiammingo) più grande che il Fiandre (da 70 a73 cm al garrese). Aveva le coste più piatte e il tronco e il muso più lunghi. Il pelo era uniformemente nero e non superava i 6 cm sul corpo; corto sulla testa con poche difese, come sugli arti. Il Kennel Club del Belgio, non affiliato alla FCI (Federation Cynologique Internazionale) lo riconosce ancora oggi come razza a se stante. In Belgio alcuni allevatori mantengono questa varietà, ma bisogna dire che in genere non è più purama incrociata col Bovaro delle Fiandre.Allevamenti di questo tipo si trovano anche nei Paesi Bassi.

Per contro nelle Fiandre, tanto francesi quanto belghe, esisteva una varietà differente, principalmente sulle due sponde della Lys (Leie). Se ne parlava come di un tipo di Roubaix; L’aspetto e il pelo di questi cani erano in generale più simili a quello del BdF attuale. Peraltro il colore differiva da un soggetto all’altro. All’epoca il solo criterio di selezione era l’attitudine al lavoro e frequentemente veniva immesso sangue di altre razze o anche di bastardi, più o meno volutamente. Mastino belga, pastore tedesco e si parla anche di Airedale… e non è facile ritrovarsi in questo amalgama. Circa una sessantina di anni fa fu grande merito di un amatore, allevatore appassionato, M. Justin Chastel di Thuin (in belgio, provincia di Hainaut e vicino alla frontiera francese) di creare il BdF così come lo conosciamo oggi. Fu consigliato da M. Felix- Eugene Verbanck di Gent (Gand, fiandre orientali) eminente cinologo e allevatore di cani di razza dell’epoca. Malgrado tutti gli sforzi ed una severa selezione l’uniformità del pelo nel BdF resta una meta difficile da raggiungere, Aggiungete a ciò il fatto che in seguito altri allevatori non furono così rigorosi e capirete facilmente che la situazione può ancora essere molto migliorata e che la polemica è ben lontano dall’essere terminata. In più bisogna aggiungere che è molto difficile ottenere tale tipo di pelo e di sottopelo in ogni soggetto. E bisogna anche dire che altri criteri di selezione sono indispensabili per il BdF: attitudine alla guardia e alla difesa, calma e coraggio; un “saggio –Ardito” come lo voleva J. Chastel e con lui i veri amatori attuali: c’è quindi molta carne al fuoco…..Ecco quindi la situazione attuale spiegata come meglio possibile alla luce della mia esperienza. Per illustrarla meglio ecco quanto ho potuto constatare in altre razze, nelle quali si è voluto correggere, migliorare o semplicemente cambiare alcuni aspetti fisici, o qualche attitudine o qualche tratto del carattere.

Alcune razze Belghe

Cominciamo con le razze Belghe: i pastori belgi, soprattutto i Malinois e i Groenendael, sono nati da una consanguineità stretta. Niente di strano, è il caso della maggioranza delle razze canine e delle razze animali in genere.

L’esempio del Malinois

Morfologia come la descrive lo standard di razza:

-carattere e attitudine al lavoro principalmente come cane da guardia e da difesa, come da standard.

- colore e tessitura del mantello: fulvo carbonato con maschera nera, per lo più omogeneo. Lunghezza e foltezza di pelo e sottopelo … e qui cominciano le differenze!

Dopo la seconda guerra mondiale l’allevamento è diventato strettamente selettivo. In effetti restavano pochi soggetti a causa delle difficoltà alimentari e bisognava fare con quello che restava. Questi cani erano di qualità: non si mantengono dei cani mediocri quando il cibo manca anche agli uomini. Se le prime generazioni di Malinois del dopoguerra hanno dato soggetti belli e bravi, tanto dal punto di vista esposizioni che da quello lavoro (principalmente “ring”), bisogna dire che a livello pelo la situazione era la seguente: prima del 1940 molti Malinois di colore relativamente corretto avevano un pelo molto corto con poco sottopelo che si potrebbe quasi classificare come pelo raso. Dopo la guerra, se pure il tipo fu più omogeneo, bisogna dire che il pelo era divenuto più lungo, più ricco e con un sottopelo con più volume. A quell’epoca era frequente avere parecchi peli lunghi (Tervueren) in una cucciolata di Malinois.

Queste tre tendenze si ritrovano anche oggi:

    1. pelo corto, quasi raso in certe linee dette Malinois da ring
    2. pelo di lunghezza normale (sul corpo +/- 3-4 cm) con sottopelo in proporzione nella maggior parte dei Malinois da esposizione
    3. qua e la alle volte un pelo più lungo (tipo Tervueren) nei precedenti.

L’esempio del Griffone di Bruxelles e del Griffone Belga

Passiamo ora dalla taglia media alla taglia miniatura. Se non è più il caso di parlare di attitudine come cane da difesa, sono in gioco altri criteri. Negli anni dal 1920 al 1935i nostri migliori Grifoni e Barbancon furono acquistati prevalentemente da amatori americani, sovente a grosse cifre. La nostra razza presenta una certa anomalia che ne costituisce il fascino: in seguito a una mutazione – variazione casuale molto raramente spiegabile con la morfologia dei soggetti. Per esempio nanismo negli uomini: questi individui presentanoquella che in termini tecnici si chiama acondroplasia. In termini più comprensibili ciò significa semplicemente una mancanza di accrescimento delle cartilagini. Da cui deriva la faccia più piatta, la testa più grossa, gli occhi più prominenti e globosi, gli arti più corti, la taglia ridotta etc. Si è spesso potuto constatare nei Griffoni del nostro paese che questo si accompagnava spesso a un dorso debole e gobbo e a un treno posteriore debole e insufficiente. Gli americani allevando l’hanno constatato anch’essi e vi hanno posto rimedio introducendo sangue di terrier – e chi sa di cosa d’altro. Risultato: si sono introdotti in Belgio dei Grifoni di origine americana. Molto bene. Hanno dei buoni dorsi, dei buoni posteriori e anche spesso delle andature eccellenti. Bravo! Ma la testa non è più così tipica e … il pelo non è più lo stesso. Il colore, le difese e in parte anche la tessitura non sono, si fa per dire, quasi cambiate, ma per avere lo stesso aspetto del cane e la stessa lunghezza del pelo è necessaria una toelettatura più impegnativa.

Alcune razze non belghe

L’esempio del Dobermann

I primi soggetti avevano un aspetto che ricordava molto il pastore tedesco, orecchie e coda tagliate non ingannano l’osservatore attento e preparato. Sicuramente il pastore tedesco dell’epoca presentava una buona quantità di sangue Pinscher, probabilmente aggiustato con altri apporti, di razza e non. Ma, e questo lo si sa con certezza, il pelo era come quello del pastore tedesco cioè “stockhaar” come dicono i tedeschi. Negli anni fra il 1960- e 1970 fu introdotto del sangue di greyhound per “innobilire” il tipo e renderlo più elegante. Il pelo divenne raso, senza sottoplelo. Anche il carattere cambiò; mescolare del sangue levriero con sangue da pastore è una operazione delicata. Attenzione alle rotture e ai guai… avviso agli apprendisti stregoni!

L’esempio del Collie scozzese a pelo lungo

All’origine si trattava senza dubbio di un cane da pastore che lavorava col gregge. Si fece con questa razza, per le stesse ragioni che per il Dobermann, quello che si fece, in questo caso introducendo del sangue di levriero, per essere esatti di levriero russo (Barzoi). Risultato: un cane molto bello ma che non valeva più nulla come guardiano e conduttore del gregge. Gli inglesi, gli scozzesi, i gallesi e gli irlandesi hanno sempre chiamato i loro cani da pastore che lavorano sul gregge “working sheepdog”, delle vere meraviglie per il lavoro da fare. Se volete sapere a cosa assomigliano guardate il Border Collie. Questi ne ha conservato l’aspetto, il carattere e tutte le attitudini al lavoro. Ed anche lo stesso pelo.

Conclusioni

Mantenere un pelo identico da un soggetto all’altro in una stessa razza è molto difficile. Usare linee e correnti di sangue nuove nella stessa razza richiede conoscenza e prudenza. Ci sono spesso delle sorprese e di solito sgradevoli. Utilizzare un’altra razza è, a meno di essere esperti, giocare al poker. Non essere esperti su questo argomento è giocare alla roulette russa.

Tutto ciò non porta a soluzioni ai problemi relativi al pelo del Bovaro delle Fiandre e, perché no, a quello delle altre razze, ma avrà per lo meno il pregio di far meglio comprendere l’entità e la complessità di tali problemi.

 

 
   
 

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