L’utilità del test di carattere

Justin Chastel

Bollettino ufficiale del CBF N° 2, II semestre 1973

 
 

La frase così spesso usata “vita da cani” non ci sembra oggigiorno più attuale. In effetti il cane di razza, compagno dell’uomo contemporaneo, è più sovente sulla poltrona del salotto che in una corte di fattoria. E’ più spesso steso sui cuscini di un‘auto che impegnato a correre dietro a una mandria, col sole o con la pioggia. Questa vita troppo diversa da quella per la quale era stato creato gli fa perdere una parte del suo mordente e della sua rusticità. In più gli amanti delle esposizioni cercando di allevare dei cani la cui morfologia si avvicini il più possibile allo Standard, hanno preso come unico criterio di selezione la bellezza. Hanno senza dubbio pensato che il carattere è un tratto inalterabile su cui non si torna indietro. Aimè, in molte razze gli allevatori si sono accorti che il temperamento, che era statonel passato un criterio assoluto di selezione, si poteva perdere molto rapidamente. Da qui la necessitàdi un serio sforzo di selezione per mantenere e a volte recuperare il carattere sicuro e ben temprato di queste razze. Per quanto riguarda il Bovaro delle Fiandre gli amatori hanno dimostrato per la maggior parte di non volere un cane feroce.Tuttavia tutti i proprietari di bovari, anche se non hanno l’ambizione di avere un cane capace di fare delle prodezze, sarebbero contenti che il loro cane li difendesse in caso di pericolo. Notiamo che i soggetti pericolosi il più delle volte sono il risultato di un cattivo addestramento.Ci sembra dunque indispensabile per la gestione dell’allevamento la valutazione del carattere. Il prodotto che non presenta il temperamento così come descritto nello Standard non è un vero Bovaro delle Fiandre. Il giudice in esposizione dovrebbe poter esaminare il carattere di un cane con la stessa cura con la quale giudica la sua morfologia. L’esaminatore dovrà dar prova di discernimento nell’esame dei cani, poiché si troverà di fronte soggetti preparati da padroni esperti e soggetti presentati “nature” da padroni esordienti. Noi pensiamo anche che in esposizione il giudice, a qualità uguale, deve dare la preferenza al cane che dimostra un miglior equilibrio. Tuttavia, dato che nel ring mancano alcuni elementi di valutazione e per limitare gli errori, riteniamo che la soluzione migliore è il Test di Carattere. Questo test di carattere, praticamente sconosciuto fino a poco tempo fa, è ora adottato unanimemente dagli allevatori esperti. Il suo scopo è quello di eliminare dalla selezione i soggetti con un carattere non soddisfacente. La selezione dipende dalle qualità innate della razza.

La prima prova che deve essere fatta prima del colpo d’arma da fuoco, è l’attitudine del cane al contatto con gli estranei. Il padrone, col suo cane al guinzaglio,incontra una persona e senza alcuna provocazione scambia una stretta di mano. L’estraneo non deve avere un atteggiamento provocatorio, ma naturale.

 

Primo caso: il cane deve restare tranquillo; il suo atteggiamento aggressivo può denotare un cane pericoloso, anche se per trarre questa conclusione non deve esserci stato alcun gesto brusco.

Secondo caso: il cane dimostra vigilanza e guarda attentamente l’estraneo

Terzo caso: il cane è o sembra indifferente, il che non comporta necessariamente una mancanza di vigilanza.

Quarto caso: il cane si sottrae e cerca di fuggire; deve solo essere eliminato

La seconda prova: è la più semplice e condiziona tutto ed è il colpo di arma da fuoco che dovrà essere tirato alla distanza di circa 20 m. Il cane deve essere tenuto al guinzaglio lungo almeno 1 m per poter giudicare la sua reazione. Il cane può sussultare, ma non deve dimostrare panico o paura. La tolleranza al rumore indica un cane dai nervi normali.

Il cane che si lancia verso lo sparatore non è un soggetto pericoloso, ma semplicemente condizionato dall’addestramento.

Il cane che trasale può essere sorpreso e dovrà essere esaminato con cura, il colpo di arma da fuoco potrà essere ripetuto.

Il cane che tira al guinzaglio per fuggire dovrà essere eliminato. In un primo tempo questi dati devono essere sufficienti per eliminare i soggetti il cui temperamento può avere un effetto nocivo alla selezione. Un cane, per bello che sia, non avrà alcun valore per l’allevamento se non ha un buon equilibrio nervoso. Più avanti, rendendo la prova più difficile, potremo stabilire una specie di scala di valori per determinare i caratteri d’elite e le prove di lavoro ci permetteranno di scoprire questa elite.

Il test più duro per un cane da difesa ci sembra essere l’attacco lanciato di faccia: è la prova di coraggio per eccellenza. Ma questo è un altro argomento. Riassumendo: in praticabisognerà sottoporre tutti i cani presentati al test la prima prova, contatto con gli estranei, prima del colpo di arma da fuoco.

 

 
   
 

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